Volevo proprio condividere prima con me stesso e poi con coloro che avranno la pazienza di leggerlo, un approfondimento su uno dei libri che sto leggendo in questo periodo...
e come farlo se non tornando a scrivere qui, in questo diario on line?
"Ghiaccio" di Ernest Shackleton (ed Rizzoli), il resoconto di un viaggio in Antartide alla vigilia della Prima Guerra mondiale che però non ebbe buon fine, una missione "considerata l'ultima grande spedizione della cosiddetta epoca eroica dell'esplorazione antartica" (cit. Wikipedia) e che è tornata in evidenza dopo la scoperta nel 2022 della nave originale Endurance nelle profondità del mare di Weddel.
Perché scriverne? Primo perché adoro farlo, poi perché ho riscoperto e sto apprezzando ancora di più il prestito bibliotecario, sia nella Biblioteca Comunale di Mira, sia quello delle biblioteche di Vez (rete biblioteche di Venezia) e poi perché nel leggere "Ghiaccio" e non conoscendo l'Antartide mi sono un pò perso nel capire la straordinaria impresa che comunque Shackleton e i suoi uomini riuscirono a compiere.
Perchè se è vero che non ottennero il loro intento originario, attraversare l'Antartide a piedi dopo essere sbarcati nel mare di Weddell, perchè la nave Endurance che li avrebbe dovuti portare su quelle terre impervie rimase schiacciata dal pack al largo della costa, è anche vero che i naufraghi furono capaci di salvarsi con un impresa altrettanto memorabile e che non conoscevo per nulla.
Ma per capirla dovevo visualizzare quello che avevano fatto... perché nella mia copia del libro non c'era nessuna cartina che spiegasse le pur ottime indicazioni scritte...
così armatomi di pazienza e con la conoscenza geografica che non ho ecco come sono andate le cose (approssimazione di qualche chilometro...😅)
nella foto 1 il percorso che avrebbe dovuto portare la missione di Shackleton dall'America Meridionale, partenza con la nave Endurance, attraverso il mare di Weddel e poi passaggio a piedi attraverso i 2900 km dell'Antartide verso un'altra squadra che sarebbe dovuta sbarcare dal mare di Ross partendo dalla Nuova Zelanda (tra parentesi questa seconda spedizione ancora più sfortunata perché rimase abbandonata e isolata in quella parte di continente e dei dieci uomini solo sette si salvarono)
Nella foto 2 invece la zona del mare di Weddel dove la Endurance fu schiacciata dai ghiacci e da cui partì l'equipaggio con scarse possibilità di salvarsi...
nella foto 3 nel dettaglio il percorso dei naufraghi... e qui veramente capisco l'impresa... considerando il tipo di mare ghiacciato e i pericoli che in quell'epoca quell'equipaggio riuscì ad affrontare, tornando a casa indenne... (salvo poi alcuni di loro partire volontari per il fronte della Grande Guerra e non fare più ritorno)...
Dalla zona del naufragio dell'Endurance questi esploratori riuscirono a trascinarsi tra i ghiacci sino alle Isole Elephant e poi Shackleton e altri cinque eroici pionieri raggiungere con un'imbarcazione di sette metri e a 1600 km di distanza la Georgia Australe... e da li far partire la missione di soccorso per i loro compagni!! assolutamente incredibile...
Come è incredibile la lettura del libro... non è fantasia... anche se il modo di scrivere è vicino a Jules Verne...
da leggere per gli amanti dell'avventura!



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